Posted by on Mag 6, 2014 in | 0 comments

“Nessun cuoco cucina né mai ha cucinato come le nostre nonne. Tutti i fattori che noi qui evochiamo – e sottolineo leggermente il noi per far notare che in questo contesto sono io a officiare – hanno generato quella cucina così specifica, quella delle donne di casa recluse tra le mura domestiche: una cucina che a volte manca di raffinatezza, che ha sempre un non so che di familiare, ovverosia è sostanziosa e nutriente, fatta per riempire la pancia – ma che in fondo è innanzitutto terribilmente sensuale. E da questo si capisce che non è un caso se, quando parliamo di carne, evochiamo insieme i piaceri della bocca e quelli dell’amore. Per loro la cucina era grazia, fascino, seduzione – ed era questo a ispirarla e a renderla ineguagliabile”.

Muriel Barbery – Estasi culinarie

 

Valter Giletti d’Alanno nasce a Torino da genitori genuinamente emiliani.

Poi cresce, studia – e mangia – in Emilia.

Ha viaggiato e cucinato – e mangiato – andando per il mondo, nelle immense cucine di love boats battenti Union Jack, passando per la Mitteleuropa e approdando infine a Torino, dove ha lavorato per blasonati ristoranti savoiardi e toscani (Balbo e La Smarrita, tanto per citarne un paio), pur sognando spalla cotta e lambrusco.

Ha mescolato vichyssoise desiderando tortelli d’erbette delicati, spadellato fois gras pensando ai ciccioli morbidi, sfornato yorkshire pudding agognando gnocco fritto bollente guarnito dal suo bravo ricciolo di culatello.

Adesso, con il suo ristorante Le Scodelle, ha finalmente tutto questo a portata di bocca.

E non solo lui, naturalmente, se anche voi vorrete varcarne la soglia: sarete i benvenuti.